Le giornate dei prigionieri erano scandite da routine ed attività faticose ed alienanti, l’appello ne è un esempio lampante.

Tutte le migliaia di prigionieri del campo dovevano stare immobili, in piedi, durante l’appello nominativo che si teneva in questa piazza. Col crescere del campo, e del numero di abitanti, l’appello si teneva in più luoghi, ma questo non rendeva meno penosa l’intera attività.
Infatti l’appello durava anche svariate ore e non era raro che qualcuno di degli “ospiti” finisse con lo stramazzare al suolo, logorato dalla fatica dei giorni precedenti, ma anche dal sole battente, dalla neve o dal gelo.
Naturalmente i nazisti che si occupavano di dirigere l’appello si riparavano dalle inclemenze del tempo nella torretta di legno.

FONTI:
- Auschwitz-Birkenau museum and memorial – www.auschwitz.org