L’idea progettuale

La memoria rende liberi
Al visitatore - Lettera di Primo Levi
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Sono Roberto Castaldo, un insegnante di ICT, lavoro da più di 30 anni in un Istituto Tecnico e Professionale – ISIS EUROPA www.isiseuropa.edu.it – da sempre all’avanguardia per l’adozione di metodologie didattiche centrate sullo studente e per la creazione di percorsi didattici innovativi e basati sul Learning by Doing e sul Service Learning.

Nella mia vita professionale ho formato centinaia di colleghi, conosciuto migliaia di studenti e come insegnante, come padre e come essere umano, credo che i valori etici e morali debbano rappresentare i pilastri su cui cercare di costruire personalità, comportamenti, abilità e professionalità dei nostri studenti. Tolleranza, inclusione, cooperazione, rispetto, memoria, solidarietà e responsabilità sono molto più importanti di qualsiasi materia scolastica tradizionale.

Nel marzo del 2019 mi sono recato a Cracovia e ho visitato i campi di Auschwitz / Birkenau; quei pochi giorni che ho trascorso in Polonia sono stati in grado di segnare il modo in cui vivo la mia vita e il modo in cui insegno, e da allora ha iniziato ad albergare la mia mente un sogno ambizioso e stimolante: lasciare un piccolo ma concreto contributo nel comunicare e rafforzare il ricordo e la memoria di tutto ciò che è realmente accaduto lì, utilizzando i nuovi media come il Web e la realtà virtuale.

I miei studenti, i miei colleghi ed io crediamo fermamente che il riconoscimento del valore dei fatti storici sia l’unico modo per non ripetere gli atti orribili che esseri umani sono stati in grado di eseguire contro altri esseri umani, e che la memoria attiva debba essere continuamente alimentata con campagne informative e racconti divulgativi, emozionanti e attendibili che consentano a chiunque di capire e ricordare cosa è accaduto.

Se è vero, come è vero, che 2 statunitensi su 3 non sanno cosa sia Auschwitz, e che solo 2 studenti italiani su 100 abbiano letto un libro sulla Shoah, e se è vero che 10 italiani su 100 giustificano lo sterminio degli Ebrei, allora è evidente che il “Giorno della Memoria” non basta, e che gli stessi libri di scuola non bastano! Forse bisogna avere il coraggio di parlare ogni giorno di quello che la Storia dovrebbe insegnarci, e forse è giunta l’ora di provare a farlo utilizzando registri linguistici e comunicativi diversi, adattando il racconto della verità storica alla lingua del multimedia e del Web, senza per questo perdere per strada la rigorosità della trattazione.

Ecco il perché di questo progetto, “La memoria rende liberi”, in cui ho coinvolto non solo i miei studenti e colleghi, ma anche storici, attori e musicisti che hanno dato la loro disponibilità a lavorare per questo prodotto.

“La memoria rende liberi” è un racconto, un racconto unico al mondo, tecnologico, immersivo ed emozionale sulla Shoah, sui campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau e tutte le persone che vi sono morte. Di certo non è un gioco e neanche un percorso turistico virtuale: è invece un vero e proprio pellegrinaggio virtuale nei luoghi della Shoah, e un concreto tributo alla Verità e alla Memoria.

Da un punto di vista squisitamente tecnico, “La memoria rende liberi” è un’applicazione Web costruita con foto a 360 gradi e un ambiente di sviluppo Web complesso ed:

  • E’ disponibile gratuitamente per chiunque, semplicemente utilizzando qualsiasi tipo di dispositivo connesso al Web (PC, notebook, smartphone, tablet …);
  • E’ visibile anche con un visore di realtà virtuale, come Google Cardboard, Oculus Rift;
  • E’ completamente immersivo: tutte le foto a 360° sono state organizzate in un percorso virtuale che guida l’utente a entrare in contatto con la verità storica, a leggere, vedere e ascoltare, e ad immergersi in un mondo sì artificiale, ma fatto di testimonianze originali, foto, dipinti, video e musica che predisporranno utenti giovani e non ad affrontare col giusto occhio l’evidenza del massacro degli ebrei;
  • E’ attualmente disponibile in italiano e nel prossimo futuro anche in inglese.
Tutto in “La memoria rende liberi”, le foto, il montaggio e sviluppo del percorso virtuale … tutto è scritto e realizzato da studenti italiani, che si sono presi cura di fare video, scattare immagini panoramiche e tradizionali, raccogliere materiale multimediale storico e creare l’applicazione Web, coordinati da me e dai miei colleghi.

La validazione storica del nostro racconto virtuale è garantita dalla collaborazione pluriennale che il nostro istituto vanta con l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi”, in particolare dallo storico Mario Rovinelli, e sarà ulteriormente irrobustita (una volta pronti i testi in inglese) dall’Auschwitz Memorial che ha pubblicamente appoggiato il nostro progetto e si è reso disponibile a correggere le nostre bozze.

Siamo fieri di aver potuto contare anche sui preziosi contributi dell’attore e regista italiano Giulio Base che ha donato la sua voce ai nostri video ed alle narrazioni principali, e del grande musicista Mario Fasciano che ha composto ed eseguito la colonna sonora della nostra applicazione Web.

Un’applicazione virtuale come quella che abbiamo sviluppato non ha una trama lineare, qualsiasi utente è in grado di seguire un percorso diverso grazie all’approccio ipertestuale che il Web ci consente di adottare. La storia che si va dipanando è fortemente connessa con i fatti e gli eventi che ogni stanza virtuale o luogo reale sono in grado di narrare.

L’utente che si collega a “La memoria rende liberi” si trova in un sito Web, e scegliere di:·

  • Esplorare l’opera in formato HTML, spostandosi da una pagina all’altra e fruendo dei contenuti disposti in maniera semplice, intuitiva e rapidamente utilizzabili su qualsiasi dispositivo;·
  • Entrare nell’applicazione in realtà virtuale, magari indossando un visore VR; in questo caso egli si troverà immerso nelle foreste che circondano i campi di Auschwitz, e potrà decidere come continuare la sua esperienza virtuale:
    • Vedere un breve video introduttivo, che riassume lo spirito dell’intera opera;
    • Vedere ed ascoltare in un video la lettera “Al visitatore”, che Primo Levi scrisse nel 1980, in occasione dell’inaugurazione del memoriale italiano ad Auschzitz;
    • Visitare virtualmente i campi di Auschwitz e Birkenau, camminando all’interno di essi passo dopo passo, spazio virtuale per spazio virtuale, seguendo un percorso suggerito o scegliendo egli stesso il luogo da visitare, leggendo, vedendo e ascoltando tutte le informazioni disponibili;
    • Visitare la “Stanza delle domande”, una stanza virtuale le cui pareti sono letteralmente tappezzate con le domande più comuni sulla Shoah: dove, chi, perché, come, quanti, quando… Per ognuna di esse sono disponibili testi, immagini e video il cui scopo sarà cercare di suggerire indizi ed evidenze, per favorire il raggiungimento di un livello adeguato di comprensione ed empatia;
    • Visitare la stanza virtuale “Storie di Shoah”, che contiene racconti e testimonianze su Auschwitz e sulla Shoah;
    • Visitare la “Media Room”, un’altra stanza virtuale contenente non solo tutte le immagini, gli audio e i video usati in questa applicazione per raccontare in modo corretto Shoah e Auschwitz / Birkenau, ma opere originali realizzate dai nostri studenti/artisti, come “I disegni di Arianna”;
    • Visitare il “giardino della gratitudine”, un giardino virtuale in cui ringraziamo tutte le persone e le organizzazioni coinvolte in modo tangibile nel realizzare la nostra idea.
Prevediamo di pubblicare la versione inglese di www.lamemoriarendeliberi.it per il mese di ottobre 2020.

La Memoria rende Liberi - Memory makes us Free - ISIS Europa