La storia di Auschwitz

Auschwitz (Konzentrationslager Auschwitz), nome al quale in tutto il mondo si associano ricordi e sentimenti di terrore, distruzione e morte, venne aperto nel 1940, presso la cittadina di Oswiecim, nella Polonia sud occidentale, ed era inizialmente soltanto uno dei migliaia di campi di concentramento nazisti sparsi per l’Europa, dedicato alla reclusione dei prigionieri polacchi.

A partire dal 1942 divenne il più grande centro di sterminio in cui portare a termine la “Soluzione Finale”, cioè l’eliminazione della “razza ebraica”.

Il campo di Aushwitz era in realtà diviso in più 40 sotto-campi; il primo, conosciuto come Auschwitz 1 (quello al cui ingresso ti trovi adesso) era ospitato nelle costruzioni di una caserma polacca, ed ospitava fino a 20000 prigionieri.

Auschwitz 1
Le costruzioni di Auschwitz 1 – Auschwitz-Birkenau museum and memorial – www.auschwitz.org

Il secondo, Auschwitz 2 – Birkenau, era stato costruito a tre km da Oswiecim, nei pressi di una foresta di betulle (birkenau = betulla), dopo la confisca e l’abbattimento di oltre un migliaio di case e costruzioni polacche, e pensato per ospitare ben più di 100000 prigionieri; è qui che si costruì la gran parte delle camere a gas e dei forni crematori, ed è quindi a Birkenau che venne ucciso il più gran numero di ebrei e deportati.

Auschwitz2
Panoramica dell’interno di Auschwitz 2 Birkenau
Auschwitz 2 Birkenau
Ripresa aerea di Auschwitz 2 realizzata dall’aviazione russa – Auschwitz-Birkenau museum and memorial – www.auschwitz.org
Ripresa aerea di Auschwitz 2
Ripresa aerea di Auschwitz 2 realizzata dall’aviazione alleata nell’estate del 1944 – Auschwiz Birkenau Museum and Memorial – www.auschwitz.org

Il più esteso dei sottocampi di Auschwitz, essenzialmente utilizzati come campi di lavoro e concentramento, era Monowitz, con circa 10000 prigionieri a 6 km da Oswiecim.

Ripresa aerea di Monowitz
Ripresa aerea di Monowitz realizzata dall’aviazione alleata nel maggio del 1944 – Auschwiz Birkenau Museum and Memorial – www.auschwitz.org

Tutti i campi nazisti erano completamente isolati dal mondo esterno, grazie a recinzioni elettrificate ed all’impossibilità di entrare o uscire, e nella zona circostante si trovavano le costruzioni e le strutture indispensabili al supporto logistico (fabbriche, magazzini, uffici e dormitori per le SS).

FONTE:

La Memoria rende Liberi - Memory makes us Free - ISIS Europa