La Baracca Di Mengele e i Bambini Di Auschwitz

Josef Mengele fu un medico membro delle SS, diventato tristemente famoso per i suoi terribili esperimenti sui bambini prigionieri di Auschwitz, tanto da guadagnarsi i soprannomi di “angelo della morte” e “angelo nero”.

Firma di Joseph Mengele
Firma di Joseph Mengele – www.auschwitz.org

Mengele non era un criminale isolato, alle sue spalle aveva l’intera comunità scientifica tedesca che vedeva in lui un brillante ricercatore e che lo appoggiava convintamente.

Egli diede inizio ai suoi studi sulla genetica nel 1943, convinto che questa potesse dare un contributo decisivo al mantenimento della purezza della razza ariana.

Entrato nei campi di Auschwitz-Birkenau, Mengele predilesse i bambini prigionieri ebrei, zingari e soprattutto gemelli, convinto di riuscire a trovare grazie a loro i segreti dell’ereditarietà; potè contare su una moltitudine di circa 230.000 bambini, provenienti da tutti i paesi dell’Europa occupata dalla Germania nazista.

Appena entrati, la maggior parte dei bimbi considerati incapaci di lavorare veniva direttamente ‘lavata” nelle camere a gas, uccisa con il famigerato Zyklon B, o trasferita in altri campi di concentramento. Tra i restanti avveniva la selezione alla ricerca di soggetti utili per gli esperimenti di Mengele, il quale aveva ben cura che i bambini prescelti fossero nelle condizioni ideali per essere “studiati”.

La baracca di Mengele ad Auschwitz 2 - Birkenau
La baracca di Mengele ad Auschwitz 2 – Birkenau

Mengele ordinò la costruzione del Kindergarten, una sorta di centro diurno dove era concesso ai bambini di giocare senza effettuare alcun tipo di lavoro.

Joseph Mengele
Joseph Mengele – Auschwitz Birkenau Memorial and Museum – www.auschwitz.org

Essi ricevevano addirittura attenzioni e cure da parte di Mengele: le razioni alimentari erano maggiori rispetto agli altri prigionieri, le condizioni di vita erano migliori che in altre zone del campo, non gli era loro imposto di indossare l’uniforme del campo e i loro capelli non venivano immediatamente rasati. Sulle loro piccole braccia, veniva inoltre tatuata una sequenza numerica particolare, così da poterli identificare immediatamente durante l’appello mattutino all’aperto.

Ogni giorno però i bambini dovevano sottostare ad esperimenti, prelievi del sangue, iniezioni di farmaci ed interventi chirurgici eseguiti senza anestesia, che potevano prevedere la rimozione di organi, o l’amputazione di parti del corpo. Famose divennero le terribili iniezioni di metilene nel bulbo oculare della vittima, con lo scopo di cambiare il colore dell’iride e renderla blu. Sperimentò anche l’ipotermia, immergendo nell’acqua gelida le sue piccole vittime, per monitorare il tempo necessario al decesso.

I rom furono forse  la “razza preferita” di Mengele: la loro tendenza a contrarre la stomatite gangrenosa fece pensare al dottore di avere trovato in loro una predisposizione razziale alla malattia, ma dopo una lunga serie di test ed esperimenti, egli finì col comprendere che la vera causa era un’infezione dovuta alla malnutrizione.

Bambini ROM vittime di Joseph Mengele, Auschwitz 2
Bambini ROM vittime di Joseph Mengele, Auschwitz 2 – Auschwitz Birkenau Memorial and Museum – www.auschwitz.org

Mengele riservò particolari attenzioni anche ai gemelli. Quando uno di essi moriva a causa di una malattia, l’altro veniva ucciso immediatamente dopo con un’iniezione al cuore di fenolo, per esaminare e confrontare gli effetti della malattia.

In tutto furono solo 200 le piccole vittime di Mengele che riuscirono a salvarsi, i restanti furono uccisi per non lasciare prove degli esperimenti, quando oramai i nazisti erano consapevoli di aver perso la guerra.

Ragazza ungherese di 10 anni, liberata a Birkenau dall'Armata ROssa il 27 gennaio 1945 - Auschwitz Birkenau Memorial and Museum - www.auschwitz.org
Ragazza ungherese di 10 anni, liberata a Birkenau dall’Armata Rossa il 27 gennaio 1945 – Auschwitz Birkenau Memorial and Museum – www.auschwitz.org

Quando l’esercito sovietico liberò il campo di Auschwitz il 27 gennaio 1945, trovò in vita solo 650 bambini, di cui circa 450 di età inferiore ai 15 anni.

Bambino liberato ad Auschwitz
Bambino liberato ad Auschwitz – Auschwitz Birkenau Memorial and Museum – www.auschwitz.org

FONTI:

La Memoria rende Liberi - Memory makes us Free - ISIS Europa