Il muro della morte

Il muro delle esecuzioni, detto anche “parete nera” (quella che si vede è stata ricostruita), era un muro di legno e sabbia presente alla fine di un cortile che separava il blocco 10 e il blocco 11 di Auschwitz 1, usato per la fucilazione dei prigionieri.

I blocchi erano edifici in muratura che costituivano il nucleo centrale del campo. La maggior parte di essi era adibita ad alloggi dei detenuti, ma, il blocco 11 – isolato dal resto del campo – aveva una funzione speciale cioè svolgeva il ruolo di prigione del lager. Era chiamato dai prigionieri “Il blocco della Morte”, era isolato e chiuso sempre a chiave.

Il cortile di questo blocco era circondato da un alto muro. Cesti di legno sbarravano le finestre per impedire che i prigionieri osservassero le scene che avvenivano sul cortile, sempre saturo del sangue dei prigionieri che lì venivano fucilati. Nel cortile del blocco 11 erano eseguite pure le fustigazioni e la pena del paletto, che consisteva nell’appendere i detenuti per le mani legate dietro alla schiena.

Muro della morte - Auschwitz 1
Muro della morte – Auschwitz 1

A differenza degli altri blocchi, qui il guardiano era sempre un uomo delle SS (Schutzstaffel). Al piano terra, oltre ai funzionari dei prigionieri (blocchista, scrivano e capo camerata), venivano alloggiati i prigionieri civili (uomini e donne) che attendevano il verdetto del procedimento per direttissima, che si teneva presso una stanza dello stesso blocco, dove si insediava un distaccamento del tribunale della Gestapo di Katowicka.

Stanza della corte
Stanza del Blocco 11 in cui si insediava la corte del distaccamento del tribunale della Gestapo di Katowicka

Le sessioni di questo tribunale si tenevano una volta al mese per completare i procedimenti avviati a carico di polacchi arrestati per attività illegali (possesso di una radio, ad esempio) o azioni di resistenza. In due-tre ore, il tribunale emetteva duecento sommari verdetti di morte. La formula che precedeva la fucilazione e che veniva loro recitata da un funzionario delle SS era: “In seguito alle indagini della polizia di Stato, il polacco [cognome e nome] ha infranto la legge dello stato tedesco, per cui il Tribunale della Gestapo di Kattowitz lo condanna a morte”.

I condannati dovevano spogliarsi nel bagno della prigione e a due a due arrivare presso “Il Muro della Morte”, dove venivano uccisi. Se il numero dei condannati alla fucilazione era esiguo, i prigionieri venivano uccisi direttamente nel lavatoio situato nel corridoio vicino al cortile.

Lavatoio
Lavatoio

Alle esecuzioni partecipavano gli ufficiali delle SS, ed i membri della guarnigione del campo.

Le condanne emesse dal Tribunale della Gestapo ed eseguite presso il Blocco 11 furono 3000-4500. Una sorte simile toccò anche a numerosi ostaggi, catturati dopo azioni di sabotaggio, e prigionieri che avevano violato il regolamento del campo.

E’ possibile che, in totale, le esecuzioni davanti alla parete nera siano state almeno 25000.

FONTI:

La Memoria rende Liberi - Memory makes us Free - ISIS Europa