Cosa è la Propaganda Nazista?

La propaganda nazista ha saputo utilizzare tecniche decisamente moderne e all’avanguardia: messaggi semplici, in grado di accattivare e raggiungere emotivamente le masse, accompagnati da immagini molto forti e dirette.

“La propaganda non deve essere intelligente, deve avere successo” Goebbels?

Il 1933 è l’anno della svolta per la Germania ed anche per il mondo intero: Hitler diventa cancelliere e Goebbels ministro per l’educazione popolare e la Propaganda: quest’ultimo in poco tempo riesce a controllare tutti i settori culturali e i media, compresi cinema e radio.

Il neo regime nazista mira evidentemente al controllo sistematico e continuo di tutti gli organi di stampa e Goebbels “dittatore della cultura del Terzo Reich” è l’artefice delle campagne di “arianizzazione“della cultura. Anche così si spiega l’esilio di personaggi come A.Einstein, S.Freud, B.Brecht, M.Dietrich, T.Mann.

Goebbels, prima di Hollywood, fa produrre un filmato in 3D, comprende e indirizza abilmente il gusto del pubblico, controlla le sceneggiature, sceglie soggetti, modi e tempi d’espressione, cura personalmente i cinegiornali, prima e durante la guerra.

E’ sconvolgente pensare come i principi alla base della propaganda di G. e dell’intero apparato nazista siano ancora oggi utilizzati, in democrazia, nel marketing e nella propaganda politica.

Ecco alcuni dei pilastri della propaganda nazista:

  1. Identificare un solo messaggio da trasmettere, un solo simbolo, un unico nemico responsabile di tutti i mali;
  2. Trasporre sull’avversario i propri errori e difetti, e non potendo negare le cattive notizie, inventarne nuove per distrarre;
  3. La propaganda deve essere popolare, indirizzata al meno intelligente degli individui ai quali è diretta;
  4. Tutto si deve basare su poche idee, ripetute instancabilmente, presentate sotto prospettive diverse, senza dubbi ed incertezze.
    “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”
  5. Far credere che le idee espresse siano condivise da tutti (principio dell’umanità)
    “Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime, inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga.“

Senza dubbio la sconfitta subita nella Prima Guerra mondiale e la forte instabilità politica degli anni ‘20 creano l’humus più adatto per la costruzione del “personaggio” Adolf Hitler, padre della Germania, e al tempo stesso Messia e Soldato pronto all’azione. La sua popolarità cresce giorno per giorno, grazie ai discorsi, abilmente scritti e pronunciati instancabilmente, ripetutamente, durante le parate, i raduni e le trasmissioni alla radio.

Numerosi artisti disegnano ritratti, poster, busti, immagini del Fuhrer, che diventa un vero fenomeno di massa creato e coltivato dai dirigenti di partito. Il tutto riprodotto in enormi quantità e distribuito in luoghi pubblici e consegnato nelle singole case.

La casa editrice del Partito Nazista stampa milioni di copie dell’autobiografia politica di Hitler, Mein Kampf (La Mia Battaglia) anche in edizioni speciali, per le coppie appena sposate e in edizioni Braille per i non vedenti.

Gli insegnanti osannano la razza nordica “ariana”, l’amore per Hitler, l’obbedienza allo Stato, il militarismo, il razzismo, mentre i bambini tedeschi studiano su libri di testo che raccontano dell’emozione provata da coetanei che incontrano per la prima volta il Fuhrer, e giocano con giocattoli e giochi da tavola creati per diffondere l’ideologia razziale e per inculcare la cultura militarista.

Si crea una vera e propria spirale venefica, nella quale la propaganda attacca con ogni mezzo tutti i cittadini tedeschi, la maggior parte dei quali risponde rafforzando a sua volta la propaganda stessa. Il nazismo si afferma come cultura di massa!

FONTI:

La Memoria rende Liberi - Memory makes us Free - ISIS Europa