Camere a Gas

Verso la fine del 1939, i Nazisti iniziarono a sperimentare il gas velenoso per eliminare persone affette da problemi mentali.

Insoddisfatti del risultato, decisero di rendere queste operazioni meno costose e più funzionali, motivazioni per le quali, nel giugno del 1941, i nazisti iniziarono a sperimentare i furgoni a gas.

Essi non erano altro che furgoni ermeticamente sigillati, i cui tubi di scappamento terminavano all’interno dei veicoli. Questi autocarri, rinominati dai prigionieri “camion della morte“, cominciarono ad essere usati per lo sterminio degli ebrei, anticipando le camere a gas.

Questa “tecnica” però ancora non soddisfaceva le aspettative dei nazisti, giacché non appariva abbastanza efficiente per la progettata uccisione di diversi milioni di Ebrei.

Sempre nel 1941, ad Auschwitz, venne messo a punto un nuovo metodo per lo sterminio, basato sull’uso dello Zyklon B, un insetticida granulare in grado di liberare un gas infiammabile che serviva per disinfestare le baracche e le divise dei prigionieri dai parassiti, ma le più macabre e perverse menti pensarono che sarebbe stato utile anche per l’eliminazione dei prigionieri.

Granelli di ZyKlon B
Granelli di ZyKlon B – Auschwitz Birkenau Memorial and Museum – www.auschwitz.org

I nazisti fecero un uso “scientifico” dei gas come soluzione definitiva per il raggiungimento del loro obiettivo: lo sterminio di una razza inferiore.

Il gas in meno di mezz’ora, e in quantità adeguata, riusciva a uccidere tutte le persone che si riusciva a stipare in una stanza ben chiusa.

“L’uccisione in massa fu sperimentata in ricoveri sotterranei del blocco n. 11 su 250 malati dell’ospedale e circa 600 prigionieri di guerra sovietici.

Le finestre del rifugio furono ricoperte di terra. Un membro delle SS, munito di maschera antigas, lanciò nell’interno, attraverso la porta aperta, il contenuto delle casse di Zyklon B, poi la porta fu rinchiusa. L’indomani, nel pomeriggio, si constatò che parecchie persone erano ancora vive. Allora fu aggiunta una quantità maggiore di Zyklon B e la porta fu richiusa sino alla sera del giorno dopo. Questa volta tutti i prigionieri furono trovati asfissiati”.

Nel giugno del 1942 una piccola casa colonica di Birkenau fu adattata a camera a gas e destinata all’eliminazione degli Ebrei inabili al lavoro. Nel frattempo, nuovi esperimenti consentirono di dosare il gas il modo più efficace e già nel luglio del 1942 incominciarono ad affluire ad Auschwitz, da tutta l’Europa, convogli di Ebrei destinati all’eliminazione.

Data l’insufficienza delle due camere a gas esistenti, venne appaltata alla ditta “Topf & Söhne” di Erfurt la costruzione di altri due impianti. I tecnici ebbero l’idea di raggruppare nei medesimi edifici le camere a gas e i forni crematori, così da ottimizzare l’intero processo di uccisione e successivo smaltimento dei cadaveri.

Le camere a gas ad Auschwitz si trovavano al di sotto del livello del suolo e lo Zyklon-B veniva introdotto attraverso piccole fessure, collocate sul muro esterno.

Porta camera a gas
Porta camera a gas- Auschwitz Birkenau Memorial and Museum – www.auschwitz.org

FONTI

La Memoria rende Liberi - Memory makes us Free - ISIS Europa